La nostra Storia

A pochi metri dal lungomare, in prossimità del torrente Idro a pochi passi dalla Chiesa di S. Antonio, scopriamo una vera e propria oasi del gusto dove si incontrano sapori genuini e le prelibatezze enogastronomiche della cucina mediterranea.

Al Tartufo – restaurant- nasce dalla passione Giuliano e di suo padre Aldo per la raccolta dei pregiati tartufi e della voglia di trasportare anche in cucina la loro conoscenza e creatività.

Creatività che contraddistingue già l’ambiente, arredato in legno, composto da una sala interna, con cucina a vista con la voglia di realizzare qualcosa di diverso e da un patio esterno, per offrire la possibilità di pranzare e/o cenare all’aperto.

Il ristorante propone piatti utilizzando i migliori prodotti del territorio, tra profumi e sapori della tradizione locale, utilizzando tecniche di cucina innovative, impreziosito da una carta dei vini grazie a ricerche personalmente condotte sul campo come accostamento ideale con il cibo.

NOTIZIE

Giuliano Borgia

“Sono dell’idea che sull’Italia si possa ancora scommettere e sono proprio persone come me, amanti del loro lavoro, semplici e determinate, a farci pensare che non sia tutto perso come in molti dicono. La volontà di porsi obiettivi e andare avanti per la propria strada fino a raggiungerli sono il primo passo per non lasciare che il nostro Paese si accartocci su se stesso. Prendiamo esempio da una persona che ha voluto scommettere su casa nostra, che ha la volontà di far scoprire le Tradizioni a che le tradizioni magari le conosce soltanto in parte e poi facciamo lo stesso. Viviamo nel Paese più bello del mondo, non dimentichiamocene!”

Cos’è il Tartufo?

Il Tartufo è un fungo ipogeo (che vive sotto terra) a forma di tubero, che vive in simbiosi con le radici di alcune piante, quali, per esempio, la quercia, il tiglio, il nocciolo, il carpino e il pioppo. Ha una massa carnosa detta “gleba”, rivestita da una sorta di corteccia chiamata “peridio”. E’ costituito in alta percentuale da acqua, fibre e sali minerali, sostanze organiche fornite dall’albero con cui vive in simbiosi.

La forma dipende dalle caratteristiche del terreno in cui si sviluppa: un terreno morbido favorirà la crescita di un tartufo a forma sferica, mentre un terreno duro, pietroso e con molte radici, ne favorirà una forma bitorzoluta.

Esistono moltissime specie di tartufo.

Le più conosciute ed apprezzate ad uso gastronomico sono:

Tartufo Bianco Pregiato

Tuber magnatum Pico conosciuto anche come Tartufo bianco d’Alba

Tartufo Nero Pregiato

Tuber melanosporum Vitt. conosciuto anche come Tartufo nero invernale

Bianchetto

Tuber Borchii

Tartufo Nero d’estate

Tuber aestivum Vitt. conosciuto anche come Tartufo Scorzone

Il tartufo è da considerarsi anche una vera e propria “sentinella ambientale”: non tollera infatti l’inquinamento e quant’altro sia dannoso alla natura.

Tartufo nel Salento

In un grande periodo di crisi come questo, il lavoro non si aspetta a casa, in quanto sicuramente non ci verrà a bussare alla porta, ma bisogna essere dei creativi oppure, come in questo caso, riuscire a tirar fuori dalla Nostra tradizione antichi mestieri caduti in disuso per via della rivoluzione industriale, che ci ha mostrato un mondo del lavoro rinchiusi in una fabbrica e riappropriarsene, mestieri che, grazie al paese in cui viviamo.

E sì, perché se il tartufo italiano è uno dei più ricercati del mondo, e l’Italia è il più grande produttore del mondo di tartufi, questo lo si deve anche alla tradizione millenaria della Nostra cucina, che vedeva gli antichi romani già ghiottissimi di questa strana specie di fungo che nasce al contrario, cioè si sviluppa sottoterra ma solo in pochissimi posti nel mondo.

In pratica tutto lo stivale ha posti dove andare a cercare il tartufo, ma quello più pregiato lo si trova nelle regioni con presenza di montagne dal’ Italia settentrionale all’Italia meridionale, ovviamente stiamo parlando del tartufo bianco, il più pregiato ed il più costoso, che può arrivare a costare anche centinaia di euro per un pezzetto da poche decine di grammi.

Nel territorio del Salento gli esperti sostengono che i cercatori di tartufi risalgono a partire sin dagli antichi romani, fonti attendibili riferiscono che negli ultimi secoli i tartufai nel Salento risalgono agli ’60. Questo ha permesso ha tartufai dell’Italia settentrionale e centrale assetati nella cerca del prezioso tartufo di spingersi sino all’Italia meridionale per soddisfare ancor di più i propri desideri culinari. Questo segreto tenuto nascosto agli occhi degli Italiani ha permesso un vantaggio in immagine ed economico, pubblicizzandolo come prodotto prettamente reperibile solo nei territori montani, importando nelle proprie regioni settentrionali Tartufi del Salento o da altre regioni meridionali.

Nel Salento si trovano due tipologie di tartufo, il primo denominato Bianchetto, Tuber Borchii, raccolto nelle pinete situate a livello del mare e il secondo Tartufo Nero d’estate, denominato Tuber Aestivum Vitt., conosciuto anche come Tartufo Scorzone raccolto nei querceti.

La passione per i mille hobbies dei titolari di “Al Tartufo –restaurant-“, scuotono le sorti della famiglia. Per puro caso 10 anni fa scoprono l’esistenza del Tartufo nel territorio del Salento.  La genialità di addentrarsi in un mondo tutto nuovo, il mondo del tartufo. Specializzandosi sempre più nella materia della micologia, in pochi anni diventano esperti nel settore. Iniziano ad esportare chilogrammi di tartufo all’estero, Germania, Svizzera, Francia e in tutta Italia.

Da qui inizia un nuovo pezzo di storia della ristorazione di Otranto. Restando fedeli alla tradizione che da sempre li contraddistingue, con coraggio e determinazione e innamorati del proprio lavoro, dopo tanti sacrifici ed esperienze, sono riusciti a raggiungere il proprio obiettivo: aprire un ristorante.

Portano avanti un nuovo progetto sul territorio, pubblicizzare un prodotto conosciuto, da tanti come un prodotto solo del centro-nord. Nasce l’esigenza di far conoscere il Tartufo come prodotto del Territorio del Salento.

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